Nella
notte di mercoledì 1° giugno 2011 Vincenzo Sommese e Vittorio Micolucci
venivano arrestati per il calcioscommesse.
Portando i tifosi dell'Ascoli Calcio in una spirale di intense emozioni negative.
Nemmeno tre giorni dopo aver festeggiato una salvezza epica, i tifosi dell'Ascoli
si rendevano conto di avere compiuto un'impresa ancora più grande. Di
aver centrato il traguardo con due traditori tra le proprie fila.
Due traditori che tramavano nell'ombra, e da cui era impossibile difendersi.
Vendevano le partite a perdere, lucrando sulla passione dei tifosi. Una sorta
di fuoco amico.
Sommese vendeva le partite di Livorno e con l'Atalanta - e forse anche altre
sfuggite alle intercettazioni - contando sull'appoggio di Micolucci e cercando
di coinvolgere anche altri compagni di squadra. Il fatto che le due combine
non si siano poi verificate non cambia nulla. Per loro dovevamo perdere. La
squadra che li paga doveva perdere. Imperdonabile.
Come imperdonabile è stata la successiva lapidazione mediatica a cui
l'Ascoli è stato sottoposto, con una stampa nazionale impegnata a sputare
frettolose sentenze, senza approfondire la questione e talvolta storpiando anche
gli eventi realmente verificati. Un notevole danno a livello di immagine. Una
vergognosa campagna mediatica contro l'Ascoli Calcio, scaturita dal tradimento
di suoi due dipendenti.
Due dipendenti rubano all'interno della loro azienda, a danno della stessa,
e l'azienda viene punita perché colpevole di aver assunto due ladri.
Questo è l'attuale ordinamento sportivo. Sì, perché riconoscendo
la validità della responsabilità oggettiva anche nel caso specifico,
i giudici federali non hanno fatto altro che penalizzare un club che lo era
già stato per mano dei suoi tesserati. Lo scandalo non è la sentenza
ma l'ordinamento sportivo nel suo complesso. Incredibile.
Per tutto quanto sovraesposto, noi tifosi dell'Ascoli Calcio ci consideriamo
parti lese. I danni cagionatici sono difficilmente quantificabili, in quanto
trattasi di danni morali. Noi che siamo tifosi dell'Ascoli siamo stati feriti
nel profondo dei nostri sentimenti. Dal vile comportamento di Sommese e Micolucci,
che non solo ha leso la nostra dignità ma ha anche partorito l'assurdità
di una penalizzazione che potrebbe seriamente compromettere anche il prossimo
campionato.
Noi non ci stiamo.
Per questo proveremo a costituirci parte civile nel processo in corso a Cremona,
chiedendo di essere ammessi come parti lese. Non è una cosa automatica,
sarà il giudice a valutare la nostra richiesta ed, eventualmente, a quantificare
il danno cagionatoci da Sommese e Micolucci. Ma noi ci proveremo.
Chiunque di voi, da tifoso del Picchio, si senta profondamente ferito è
invitato a partecipare. Organizzeremo una sorta di class action, ossia un'azione
legale collettiva.
Come requisito di base sarà necessario provare al giudice di essere tifosi
dell'Ascoli. Chi è in possesso della Picus Card ha in mano una "certificazione"
di tifoso dell'Ascoli approvata dalla Questura. Ma sarà sufficiente anche
l'abbonamento della stagione 2010/2011. Chi non è in possesso della tessera
del tifoso potrà comunque chiedere la propria ammissione, a patto di
fornire un numero di biglietti (nominativi) della stagione 2010/2011 che possa
essere ritenuto congruo.
La causa sarà seguita in prima persona dall'avvocato Giovanni Marziali
di Montelparo, da sempre grande tifoso dell'Ascoli. Per il suo senso di giustizia
e il suo profondo amore verso l'Ascoli, darà una mano a tutti noi. Non
chiederà parcelle per il lavoro svolto, ma soltanto il rimborso delle
spese da sostenere per la causa (richiesta degli atti alla procura, viaggi da
e verso il tribunale di Cremona, ecc.). Più saremo, meno spenderemo.
Con la speranza di ottenere un risarcimento per i nostri danni morali. Non è
detto che ce la faremo, ma vogliamo provarci.
Affinché la nostra fede calcistica non venga più calpestata. La
nostra fede merita il massimo rispetto. La nostra fede non va tradita.
Tirate fuori dal cassetto la vostra Picus Card oppure il vostro abbonamento
2010/2011 oppure un congruo numero di biglietti nominativi (almeno 6/7) della
stagione appena trascorsa, e per aderire all'iniziativa scrivete all'indirizzo
e-mail avvocatomarziali@libero.it
Sempre forza Ascoli.
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