Ascoli-Salernitana 4-2
Ultimo aggiornamento (Sabato 06 Marzo 2010 22:34) Scritto da Stefano Carlini Sabato 06 Marzo 2010 21:11
Ascoli (4-4-2): Guarna; Gazzola, Portin, Micolucci, Marino; Pesce (42'st Ciofani), Luci, Di Donato (35'st Amoroso), Giorgi; Antenucci, Lupoli (29'st Tiboni). A disp.: Frezzolini, Silvestri, Margarita, Mattila. All.: PillonSalernitana (4-3-2-1): Polito; Kyriazis, Bastrini, Peccarisi, Balestri; Montervino, Jadid (15'st Carcuro), Tricarico; Merino (4'st Caputo), Cozza (21'st Stendardo); Dionisi. A disp.: Iuliano, Galasso, Russo, Fava. All.: Grassadonia
Arbitro: sig. Ciampi di Roma
Reti: 12' Dionisi (S), 18' Lupoli (A, foto), 6'st Kyriazis (S), 22'st Luci (A), 25'st Lupoli (A), 45'st Tiboni (A)
Ammoniti: Tricarico (S), Peccarisi (S), Cozza (S), Gazzola (A)
Note: Antenucci (A) al 14'st calcia un rigore sul palo. Spettatori 4mila circa. Recupero 2'+5'.
ASCOLI PICENO - Va sotto per due volte, soffre, dimostrando di saperlo fare senza smarrirsi per poi piazzare le zampante vincenti al momento opportuno. Trascinato da uno strepitoso Arturo Lupoli, l'Ascoli vince in rimonta sulla Salernitana e ristabilisce le distanze (+4) dalla zona calda.
Un timido sole abbraccia il Del Duca ma la temperatura ricorda che non è ancora giunto il momento di accogliere la stagione primaverile. Dopo due battute d'arresto consecutive (a Brescia e Cesena), l'Ascoli sente sul collo il fiato delle pericolanti, avendo visto ridursi ad appena un punto il margine sulla zona a rischio. Per questo battere la Salernitana fanalino di coda si presenta come un obbligo, anche se la compagine campana è tutt'altro che derelitta nonostante una sorte ormai segnata. Nelle ultime due giornate i ragazzi di Grassadonia, terzo tecnico stagionale, hanno infatti colto altrettante vittorie e non hanno alternative al successo per alimentare una flebile speranza. In curva nord si posizionano circa trecento tifosi granata, con un immancabile striscione di contestazione verso la proprietà ("società indegna"). Il colpo d'occhio del Del Duca è molto simile alle precedenti partite, con uno zoccolo duro ormai stimabile sulle quattromila unità.
Privato dal giudice sportivo di Giallombardo e Bernacci, Bepi Pillon persevera nel suo fedele 4-4-2, preferendo Marino a Ciofani nel ruolo di terzino sinistro e confermando Pesce nell'insolito ruolo di esterno destro di centrocampo con Giorgi a manca. In attacco l'assenza dell'airone rappresenta una grande chance per Lupoli, di nuovo titolare accanto ad Antenucci dopo le due partite di Lecce. Nella Salernitana marca visita invece lo squalificato Soligo, Grassadonia può però contare sul rientro di Kyriazis e Montervino e sul recupero fisico di Balestri e Bastrini, collocati nello schieramento difensivo. Alle spalle di Dionisi, autentica rivelazione del mercato di gennaio, giostrano i due rifinitori Cozza e Merino.
Al centro della difesa bianconera torna Portin dopo l'infortunio muscolare ma la sua presenza non infonde la solita sicurezza e lo si percepisce già dalle prime battute. La prima occasione capita sul sinistro di Lupoli, abile nel vincere un rimpallo nei pressi dell'area piccola, ma la conclusione si infrange sul corpo di Polito. Al 12' Cozza dal centro del campo sventaglia un pallone che sorprende il finlandese Portin, Dionisi in posizione regolare si presenta solo soletto dinanzi a Guarna, lo mette a sedere e deposita la sfera in fondo al sacco. Zero a uno, grande esultanza dei granata, in campo e sugli spalti. Passa una manciata di minuti e ci pensa Lupoli, che in Inghilterra chiamavano Fox in the box (ossia volpe nell'area), ad aggiustare le cose. Jadid sporca un pallone al limite della propria area mettendo fuori causa Peccarisi, di gran carriera irrompe Lupoli che con un morbido tocco sotto supera Polito in uscita e a nulla vale il disperato tentativo in scivolata di Balestri. Uno a uno, gara immediatamente raddrizzata. L'Ascoli ha subito la grande occasione di riscrivere completamente il copione pochi minuti dopo quando Gazzola, lanciatosi in campo aperto, entra in area e serve ad Antenucci una palla che chiede solamente di essere spinta oltre la linea bianca, ma il numero sette bianconero calcia incredibilmente addosso a Polito già disteso a terra.
Alla Salernitana il pari non può bastare, nelle condizioni disperate in cui si trova deve necessariamente scalare la classifica collezionando tre punti alla volta. In fase offensiva i granata mostrano buone trame di gioco, con i due trequartisti a dialogare in modo egregio con Dionisi, fulcro avanzato. Ma è in difesa che palesano lacune evidenti, soprattutto per vie centrali. Quando Peccarisi manca un facile stop su un corto lancio di Gazzola, Antenucci dimostra la propria giornata storta fallendo un'altra buona opportunità. Il primo tempo ha poco altro da dire e va in archivio senza tanti rimpianti. Ma la ripresa sarà di tutta un'altra pasta.
E' ancora Antenucci in avvio a calciare su Polito un'ottima sponda di Lupoli. Dopo 4' gli ospiti perdono il loro uomo migliore (Merino), costretto al cambio da problemi di natura muscolare. Ma al 7' è di nuovo la Salernitana, sorprendentemente, a tornare in vantaggio. A seguito di un cross di Cozza da calcio d'angolo, Kyriazis di testa svetta sopra Giorgi e telecomanda la palla sul secondo palo alla sinistra di Guarna. Uno a due, nella sfrenata esultanza si lacera la maglia di Kyriazis e il greco per qualche minuto gioca con la maglietta stracciata, fino a che dalla panchina gliene rendono una nuova e intatta. C'è un lancio millimetrico di Pesce, salito di tono nella ripresa, a smarcare Lupoli, l'assistente sale subito con la bandierina ma in pochi se ne avvedono, l'azione prosegue e Re Artù viene platealmente steso da Polito. Sarebbe rigore ed espulsione ma l'arbitro si avvede della segnalazione del guardalinee e non gli resta che prenderne atto. Fuorigioco. Pochi minuti dopo, al 14', il rigore per l'Ascoli si materializza per davvero. Lupoli con un guizzo va via in mezzo a un nugolo di avversari e, appena dentro l'area, viene platealmente sgambettato da Peccarisi. Giallo e penalty. Sul dischetto si presenta Antenucci ma la sua conclusione, con il portiere spiazzato, sbatte contro il palo. Una maledizione, la palla sembra non voler più entrare. Ma la Salernitana la partita la perde al 16', quando fallisce clamorosamente l'occasione per chiuderla definitivamente. A seguito di una rapida ripartenza, Dionisi smarca Caputo (subentrato a Dionisi) che di piatto spiazza Guarna ma la palla si infrange sulla base del palo e torna in campo. Partita ancora in bilico.
La grande paura scuote l'Ascoli e la pressione inizia a farsi insistente. Si gioca a viso aperto da una parte e dall'altra, la gara sale di tono fino a diventare spettacolare. E vietata ai deboli di cuore. Un gran sinistro dal limite di Lupoli mette paura a Polito, che si salva a fatica in due tempi. Al minuto 22 Pillon in panchina chiama Tiboni, pronto a subentrare. Ma proprio in quell'istante c'è una punizione per il Picchio in posizione centrale a circa trenta metri dalla porta avversaria. Di Donato tocca per Luci e servirebbe un compasso per riprodurre perfettamente la parabola scoccata dal suo destro. Il fendente di Andrea, che per l'occasione indossa anche la fascia di capitano, termina la sua corsa sotto il sette alla destra di Polito. Per un attimo il tempo sembra fermarsi e il fotogramma immediatamente successivo vede Luci correre in maniera forsennata verso la curva Sud. Il popolo bianconero è in visibilio, ma non è ancora finita. Nel frattempo il gol ha fatto cambiare idea a Pillon: Tiboni indossa di nuovo la casacchina gialla, il suo ingresso è posticipato di qualche minuto. Quelli che bastano a Lupoli per apporre nuovamente il suo autografo nel tabellino dei marcatori. La difesa della Salernitana continua a scricchiolare e col passare dei minuti l'Ascoli si fa sempre più pericoloso. Sbloccatosi psicologicamente grazie alla magia di Luci, la squadra bianconera prende coraggio. Gazzola effettua un lungo lancio, precisissimo, che scavalca Balestri, Antenucci si infila nel corridoio come un treno e anticipa l'uscita disperata di Polito, che tuttavia ribatte con il corpo. Ma la palla carambola in mezzo all'area, irrompe Lupoli che la addomestica e con calma olimpica aggira il difensore che si frappone tra lui e la porta. Piattone destro rasoterra, palla in fondo al sacco. Tre a due, situazione capovolta in soli tre minuti.
La Salernitana si butta in un arrembaggio che tuttavia non produce più di qualche punizione dal limite, nel frattempo c'è tempo per la standing ovation per Lupoli (sostituito da Tiboni) e Di Donato (arresosi ai crampi dopo una partita generosissima). Siamo in prossimità del novantesimo, c'è una punizione in attacco per la Salernitana. Polito con ampi cenni verso la panchina comunica che vorrebbe andare a saltare anche lui nell'area avversaria per portare un pò di scompiglio. Ma il mister gli nega la possibilità e proprio mentre il quarto ufficiale sta per digitare "5" nella lavagnetta elettronica, l'Ascoli esce palla al piede dagli sviluppi del calcio piazzato, lancio in profondità per Tiboni che davanti a sé trova una prateria. Quaranta metri di cavalcata solitaria si concludono con un facile piatto destro che rotola alla sinistra di Polito. Quattro a due, braccia alzate e corsa sotto la curva anche per Tiboni, a segno al suo esordio al Del Duca. La partita finisce qui, i cinque minuti di recupero servono soltanto a far scorrere i titoli di coda prima della festa finale del gruppo bianconero sotto la Sud.
Privato dal giudice sportivo di Giallombardo e Bernacci, Bepi Pillon persevera nel suo fedele 4-4-2, preferendo Marino a Ciofani nel ruolo di terzino sinistro e confermando Pesce nell'insolito ruolo di esterno destro di centrocampo con Giorgi a manca. In attacco l'assenza dell'airone rappresenta una grande chance per Lupoli, di nuovo titolare accanto ad Antenucci dopo le due partite di Lecce. Nella Salernitana marca visita invece lo squalificato Soligo, Grassadonia può però contare sul rientro di Kyriazis e Montervino e sul recupero fisico di Balestri e Bastrini, collocati nello schieramento difensivo. Alle spalle di Dionisi, autentica rivelazione del mercato di gennaio, giostrano i due rifinitori Cozza e Merino.
Al centro della difesa bianconera torna Portin dopo l'infortunio muscolare ma la sua presenza non infonde la solita sicurezza e lo si percepisce già dalle prime battute. La prima occasione capita sul sinistro di Lupoli, abile nel vincere un rimpallo nei pressi dell'area piccola, ma la conclusione si infrange sul corpo di Polito. Al 12' Cozza dal centro del campo sventaglia un pallone che sorprende il finlandese Portin, Dionisi in posizione regolare si presenta solo soletto dinanzi a Guarna, lo mette a sedere e deposita la sfera in fondo al sacco. Zero a uno, grande esultanza dei granata, in campo e sugli spalti. Passa una manciata di minuti e ci pensa Lupoli, che in Inghilterra chiamavano Fox in the box (ossia volpe nell'area), ad aggiustare le cose. Jadid sporca un pallone al limite della propria area mettendo fuori causa Peccarisi, di gran carriera irrompe Lupoli che con un morbido tocco sotto supera Polito in uscita e a nulla vale il disperato tentativo in scivolata di Balestri. Uno a uno, gara immediatamente raddrizzata. L'Ascoli ha subito la grande occasione di riscrivere completamente il copione pochi minuti dopo quando Gazzola, lanciatosi in campo aperto, entra in area e serve ad Antenucci una palla che chiede solamente di essere spinta oltre la linea bianca, ma il numero sette bianconero calcia incredibilmente addosso a Polito già disteso a terra.
Alla Salernitana il pari non può bastare, nelle condizioni disperate in cui si trova deve necessariamente scalare la classifica collezionando tre punti alla volta. In fase offensiva i granata mostrano buone trame di gioco, con i due trequartisti a dialogare in modo egregio con Dionisi, fulcro avanzato. Ma è in difesa che palesano lacune evidenti, soprattutto per vie centrali. Quando Peccarisi manca un facile stop su un corto lancio di Gazzola, Antenucci dimostra la propria giornata storta fallendo un'altra buona opportunità. Il primo tempo ha poco altro da dire e va in archivio senza tanti rimpianti. Ma la ripresa sarà di tutta un'altra pasta.
E' ancora Antenucci in avvio a calciare su Polito un'ottima sponda di Lupoli. Dopo 4' gli ospiti perdono il loro uomo migliore (Merino), costretto al cambio da problemi di natura muscolare. Ma al 7' è di nuovo la Salernitana, sorprendentemente, a tornare in vantaggio. A seguito di un cross di Cozza da calcio d'angolo, Kyriazis di testa svetta sopra Giorgi e telecomanda la palla sul secondo palo alla sinistra di Guarna. Uno a due, nella sfrenata esultanza si lacera la maglia di Kyriazis e il greco per qualche minuto gioca con la maglietta stracciata, fino a che dalla panchina gliene rendono una nuova e intatta. C'è un lancio millimetrico di Pesce, salito di tono nella ripresa, a smarcare Lupoli, l'assistente sale subito con la bandierina ma in pochi se ne avvedono, l'azione prosegue e Re Artù viene platealmente steso da Polito. Sarebbe rigore ed espulsione ma l'arbitro si avvede della segnalazione del guardalinee e non gli resta che prenderne atto. Fuorigioco. Pochi minuti dopo, al 14', il rigore per l'Ascoli si materializza per davvero. Lupoli con un guizzo va via in mezzo a un nugolo di avversari e, appena dentro l'area, viene platealmente sgambettato da Peccarisi. Giallo e penalty. Sul dischetto si presenta Antenucci ma la sua conclusione, con il portiere spiazzato, sbatte contro il palo. Una maledizione, la palla sembra non voler più entrare. Ma la Salernitana la partita la perde al 16', quando fallisce clamorosamente l'occasione per chiuderla definitivamente. A seguito di una rapida ripartenza, Dionisi smarca Caputo (subentrato a Dionisi) che di piatto spiazza Guarna ma la palla si infrange sulla base del palo e torna in campo. Partita ancora in bilico.
La grande paura scuote l'Ascoli e la pressione inizia a farsi insistente. Si gioca a viso aperto da una parte e dall'altra, la gara sale di tono fino a diventare spettacolare. E vietata ai deboli di cuore. Un gran sinistro dal limite di Lupoli mette paura a Polito, che si salva a fatica in due tempi. Al minuto 22 Pillon in panchina chiama Tiboni, pronto a subentrare. Ma proprio in quell'istante c'è una punizione per il Picchio in posizione centrale a circa trenta metri dalla porta avversaria. Di Donato tocca per Luci e servirebbe un compasso per riprodurre perfettamente la parabola scoccata dal suo destro. Il fendente di Andrea, che per l'occasione indossa anche la fascia di capitano, termina la sua corsa sotto il sette alla destra di Polito. Per un attimo il tempo sembra fermarsi e il fotogramma immediatamente successivo vede Luci correre in maniera forsennata verso la curva Sud. Il popolo bianconero è in visibilio, ma non è ancora finita. Nel frattempo il gol ha fatto cambiare idea a Pillon: Tiboni indossa di nuovo la casacchina gialla, il suo ingresso è posticipato di qualche minuto. Quelli che bastano a Lupoli per apporre nuovamente il suo autografo nel tabellino dei marcatori. La difesa della Salernitana continua a scricchiolare e col passare dei minuti l'Ascoli si fa sempre più pericoloso. Sbloccatosi psicologicamente grazie alla magia di Luci, la squadra bianconera prende coraggio. Gazzola effettua un lungo lancio, precisissimo, che scavalca Balestri, Antenucci si infila nel corridoio come un treno e anticipa l'uscita disperata di Polito, che tuttavia ribatte con il corpo. Ma la palla carambola in mezzo all'area, irrompe Lupoli che la addomestica e con calma olimpica aggira il difensore che si frappone tra lui e la porta. Piattone destro rasoterra, palla in fondo al sacco. Tre a due, situazione capovolta in soli tre minuti.
La Salernitana si butta in un arrembaggio che tuttavia non produce più di qualche punizione dal limite, nel frattempo c'è tempo per la standing ovation per Lupoli (sostituito da Tiboni) e Di Donato (arresosi ai crampi dopo una partita generosissima). Siamo in prossimità del novantesimo, c'è una punizione in attacco per la Salernitana. Polito con ampi cenni verso la panchina comunica che vorrebbe andare a saltare anche lui nell'area avversaria per portare un pò di scompiglio. Ma il mister gli nega la possibilità e proprio mentre il quarto ufficiale sta per digitare "5" nella lavagnetta elettronica, l'Ascoli esce palla al piede dagli sviluppi del calcio piazzato, lancio in profondità per Tiboni che davanti a sé trova una prateria. Quaranta metri di cavalcata solitaria si concludono con un facile piatto destro che rotola alla sinistra di Polito. Quattro a due, braccia alzate e corsa sotto la curva anche per Tiboni, a segno al suo esordio al Del Duca. La partita finisce qui, i cinque minuti di recupero servono soltanto a far scorrere i titoli di coda prima della festa finale del gruppo bianconero sotto la Sud.





